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Aste immobiliari:segnali di stabilizzazione ed indizi di inversione nel 2025.

Italcase.it
19 gen 2026
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Dopo un primo semestre 2025 caratterizzato da una contrazione dell’attività, il mercato italiano delle aste immobiliari evidenzia segnali di progressiva stabilizzazione e un primo recupero nel terzo trimestre del 2025. È quanto emerge dall’Osservatorio Berry Brick 2025, che restituisce l’immagine di un comparto ancora in fase di riassestamento, ma con indicatori congiunturali in miglioramento. Nei primi nove mesi dell’anno sono state rilevate 80.416 aste giudiziarie, in calo dell’11% rispetto alle 90.345 registrate nello stesso periodo del 2024. Il valore medio di base d’asta si è mantenuto sostanzialmente stabile a 168.483 euro (-0,3%), segnalando una tenuta delle valutazioni nonostante la riduzione dei volumi. Più marcata, invece, la flessione della base d’asta complessiva, scesa da 15,27 a 13,55 miliardi di euro (-11,3%), coerentemente con il rallentamento delle nuove procedure. Il quadro cambia osservando il solo terzo trimestre. Tra luglio e settembre si sono svolte 22.183 aste, con un incremento del 5,1% su base annua. La base d’asta complessiva è tornata a crescere, attestandosi a 3,6 miliardi di euro (+1,9%), mentre il valore medio è sceso a 162.436 euro (-3,1%), riflettendo una maggiore incidenza di asset di taglio medio-piccolo. Secondo Chai Botta, responsabile dell’Osservatorio Berry Brick, “i dati confermano che il mercato sta progressivamente assorbendo gli effetti combinati delle riforme normative, dell’evoluzione tecnologica e del nuovo contesto finanziario. La stabilità dei valori medi, unita alla ripresa dei volumi nel terzo trimestre, indica un sistema che sta ritrovando equilibrio. In questo scenario, l’espansione delle aste telematiche asincrone rappresenta un fattore strutturale di ampliamento della domanda, soprattutto da parte di investitori non professionali”. La contrazione complessiva dei primi nove mesi è riconducibile a diversi fattori: minore propensione al credito, maggiore ricorso a soluzioni stragiudiziali e rallentamento nell’avvio di nuove procedure esecutive. Tuttavia, la tenuta dei valori medi suggerisce che il comparto abbia superato la fase più critica legata all’aumento dei tassi e alle tensioni post-pandemiche. Il rimbalzo estivo si inserisce inoltre in un contesto macroeconomico più favorevole: i prezzi delle abitazioni crescono del 3,9% su base annua (fonte ISTAT), l’inflazione resta contenuta all’1,6% e i tassi sui mutui mostrano segnali di graduale raffreddamento. Sotto il profilo settoriale, il comparto residenziale continua a rappresentare l’asse portante del mercato, con una quota del 54% delle aste nei primi nove mesi e del 53,6% nel terzo trimestre. In crescita le categorie “altre tipologie” — immobili speciali, terreni e pertinenze — che segnano un +10% su base annua e un +16,9% nel trimestre. Più debole, invece, il segmento commerciale e industriale, penalizzato da una domanda imprenditoriale ancora cauta e dagli effetti ritardati delle procedure liquidatorie avviate nel 2024. Sul fronte delle modalità di vendita, la digitalizzazione si conferma il principale driver di trasformazione del mercato. Le aste telematiche asincrone rappresentano oltre il 45% del totale nei primi nove mesi del 2025 e il 44,2% nel terzo trimestre, evidenziando una crescente preferenza per strumenti più efficienti, trasparenti e scalabili. Le aste sincrone miste si attestano intorno al 30%, mentre la vendita tradizionale in presenza scende sotto il 17%, confermando il progressivo superamento dei modelli più onerosi e meno flessibili.