Residenziale, previsioni per il 2026 prezzi ancora in crescita (fino al 3%).
Il mercato immobiliare italiano si avvia verso un 2026 ancora favorevole, ma con una selezione più marcata tra immobili di qualità e quelli meno appetibili. Secondo le stime di un primario centro studi del settore, l’anno dovrebbe chiudersi con un numero di compravendite compreso tra 780 e 790 mila, in leggero aumento rispetto al 2025. A sostenere la ripresa restano soprattutto la domanda di casa per uso principale e un credito che continua a facilitare l’accesso all’acquisto.
I segnali disponibili indicano un quadro complessivamente positivo, in linea con l’andamento registrato nella seconda parte del 2025. L’interesse per l’abitazione, in particolare quella destinata a prima casa, si mantiene elevato e la disponibilità di finanziamenti a condizioni competitive rappresenta ancora un elemento determinante per molte famiglie.
Sul fronte dei prezzi, a livello nazionale è atteso un incremento contenuto, indicativamente tra l’1% e il 3%, coerente con i trend dell’ultimo anno. L’aumento, però, non sarà uniforme: a mostrare maggiore tenuta saranno gli immobili di nuova costruzione, quelli con buone prestazioni energetiche o già riqualificati. Al contrario, le abitazioni che richiedono interventi importanti potrebbero andare incontro a riduzioni di valore anche significative.
Le città
La scarsità di offerta continua a essere uno dei principali fattori di sostegno dei prezzi, soprattutto nelle aree urbane più dinamiche e nei quartieri interessati da progetti di rigenerazione o dal miglioramento dei collegamenti. Nelle grandi città lo scenario resta differenziato: si registrano aumenti più sostenuti, fino a un +4% / +6% in alcune, mentre in altre lo stesso aumento si collocherebbe su rialzi più moderati, nell’ordine del +2% / +4% . Nel complesso, la media delle principali città sarebbe comunque orientata a una crescita tra il 2% ed il 3%.
Accanto ai grandi capoluoghi, anche molti comuni della provincia potrebbero vivere una nuova spinta, soprattutto dove i collegamenti consentono di raggiungere rapidamente i centri urbani. Qui si sta concentrando una quota crescente di acquirenti alla ricerca di soluzioni più accessibili e di abitazioni con spazi migliori rispetto ai contesti centrali, spesso troppo costosi per una parte della domanda.
Restano interessanti anche le località turistiche, che continuano ad attirare compratori dall’estero, in particolare nelle aree a maggiore richiamo internazionale.
Affitti: canoni ancora in aumento
Il 2026 si prospetta complesso anche per chi cerca una casa in locazione. Nelle grandi città i canoni potrebbero crescere tra il 4% e il 6%, spinti da una domanda elevata e da un’offerta che rimane limitata.
L’aumento dei prezzi degli affitti è legato soprattutto allo squilibrio tra richieste e disponibilità: in molte zone, specie nelle destinazioni turistiche e universitarie, una parte degli immobili resta inutilizzata per scelta dei proprietari, riducendo ulteriormente l’offerta. A incidere potrebbero anche eventuali interventi regolamentari sugli affitti brevi: se introdotti o rafforzati, potrebbero spostare parte degli immobili verso formule transitorie o locazioni di medio periodo.
